
Vestito con un’improbabile maglietta arancione, bermuda a scacchi e dei calzini corti blu Timur Bekmambetov è pronto a rispondere alle domande dei giornalisti che per primi hanno visto Wanted, e la nostra attenzione è andata tutta sui rapporti tra film e fumetto (per le altre domande qui).
Innanzitutto la fedeltà, il film come è giusto non è la traduzione pedissequa di quanto stampato, eppure il regista ci tiene a sottolineare l’importanza di poter sempre fare riferimento ad esso: “Quando ho ricevuto lo script tratto dal fumetto ho capito che c’era qualcosa di interessante ma anche molte cose che mancavano. E’ stato solo quando il fumetto l’ho letto e incontrato gli autori che ho capito cosa mancava e come fare il film. Infatti durante tutta la produzione abbiamo fatto sempre riferimento al fumetto come fosse la Bibbia, tornavamo a consultarlo ogni volta che c’erano dei problemi“.
Una delle differenze più evidenti poi è l’assenza di costumi, i protagonisti sono vestiti in maniera più o meno normale a questo proposito la posizione è chiara: “Mia moglie ha deciso di non mettergli dei costumi. Sarebbe stato moto cretino fare altrimenti, superassassini che si nascondono dietro un costume, non è professionale!“.
Ma anche il senso finale della storia secondo Bekmambetov non è esattamente lo stesso: “La graphic novel pone una domanda ["Chi sono io" ndr] mentre il film dà una risposta. Fumetto e film sono diversi in questo senso. Il primo è libertà e rivolta mentre il secondo non è sulla rivolta ma sul trovare il significato della vita. Quando l’ho letto il fumetto mi ha ricordato molto delitto e castigo, c’è lo stesso argomento: “Chi sono? sono un nessuno? posso uccidere? sono il superuomo?” e alla fine del film è molto chiaro il significato che tutto è nelle nostre mani“.
Infine la domanda di rito sul fatto se legga o meno fumetti e se gli piacciano i film che vengono tratti: “Non sono proprio pazzo per questi film ma mi è piaciuto Matrix, i personaggi di Spiderman (che è più per ragazzi) e Hellboy, inoltre mi piacciono i big show come X-Men ma ogni film è un caso a sè“.
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